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Settanta cani detenuti da un uomo con gravi problemi psichiatrici. Cresciuti nei loro escrementi, senza spazio, senza luce, senza un gesto di cura. Finché qualcuno ha aperto quella porta e li ha portati via tutti.
Ma Daz era disabile. E per un cane disabile trovare una famiglia è quasi impossibile. Parte una raccolta fondi per comprare un carrellino e per trovare qualcuno disposto a operarlo.
È qui che entra Chiara — abita di fianco alla veterinaria, e lo vede ogni giorno nel cortile con il carrellino. Inizia a crearsi quel legame, si fa raccontare la sua storia, e non si volta dall'altra parte. Nel frattempo si trova un luminare. L'operazione riesce. Ma Daz è terrorizzato da tutto e da tutti, ci vuole qualcuno che abbia la sensibilità e la capacità di prendersene cura. Chiara fa il possibile per riuscire a trovare un ambiente adatto a lui.
Daz oggi vive con il suocero di Chiara, insieme ogni giorno, se ne prendono cura. Ha un giardino tutto suo. Esce nelle ore serali, quando il rumore del mondo si abbassa e la paura si fa più piccola. Non esce di più, non ancora, forse mai del tutto. E va bene così. Nessuno lo forza. Nessuno si aspetta che dimentichi quello che ha vissuto.
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